La nuova tangentopoli

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Inchiesta G8, Scajola si dimette “Lascio il governo per difendermi”. Il ministro, travolto dalla vicenda dell’appartamento al Colosseo, abbandona l’esecutivo: “Non posso continuare, dimostrerò la mia estraneità ai fatti”. Il premier: “Scelta dorolosa, alto senso dello Stato”.
ROMA – Claudio Scajola si dimette e fa le prime ammissioni. Dice: “Non posso avere il sospetto di abitare una casa non pagata da me”, una frase (o una situazione) ai confini del grottesco. Travolto dalla vicenda della compravendita, con presunti fondi neri, di una casa al Colosseo 1 il ministro dello Sviluppo economico ha annunciato la rinuncia all’incarico di governo in mattinata. “Per difendermi”, ha detto in conferenza stampa, “non posso continuare a fare il ministro come ho fatto in questi due anni”. In pole position per la successione, l’attuale viceministro con delega alle Comunicazioni Paolo Romani.  Nel pomeriggio, poi, il faccia a faccia con Berlusconi a palazzo Grazioli. Poco prima il premier aveva commentato:  “Oggi si è dimesso un ministro molto capace. Una decisione sofferta e dolorosa, che conferma la sua sensibilità istituzionale e il suo alto senso dello Stato, per poter dimostrare la sua totale estraneità ai fatti e fare chiarezza su quanto gli viene attribuito”.

Scajola aveva resistito fino all’ultimo, ma alla fine la sua posizione è diventata insostenibile, costringendolo ad anticipare il rientro dalla Tunisia e a convocare i giornalisti per annunciare il passo indietro. “Da dieci giorni sono vittima di una campagna mediatica senza precedenti”, ha detto ancora. “Vivo una grande sofferenza”.

L’ex ministro ha ribadito la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati, in particolare l’aver ricevuto denaro da imprenditori coinvolti nell’inchiesta sugli appalti del G8 per l’acquisto di un appartamento con vista sul Colosseo: “Non potrei mai abitare in una casa comprata con i soldi di altri”, ha affermato. Per la prima volta in dieci giorni, Scajola ha però preso in considerazione l’ipotesi che gli assegni che gli vengono contestati siano effettivamente stati versati: “Se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie per l’annullamento del contratto”, ha affermato. Il procuratore di Perugia, Federico Centrone, ha confermato che al momento Scajola non è indagato e che sarà ascoltato come persona informata dei fatti.

“Le mie dimissioni permetteranno al governo di andare avanti”, ha detto Scajola ringraziando Berlusconi e il Pdl per gli attestati di stima ricevuti. Prima della conferenza stampa, Scajola aveva parlato con il premier, che pochi giorni lo aveva incitato a resistere 2. Poi, soprattutto in seguito alle notizie che arrivavano dalla procura di Perugia, il clima è cambiato. Anche Il Giornale di Vittorio Feltri questa mattina era stato netto: “Le risposte che ha dato fin qui non bastano. Se non ha niente da dire oltre a ciò che ha detto, le conviene rassegnarsi. Anzi, rassegnare le dimissioni”. Anche Libero si era mosso sulla stessa linea: “Scajola – scrive il direttore Maurizo Belpietro – deve assolutamente uscire dall’angolo e combattere a viso aperto, tentando di smontare ad uno ad uno i dubbi che aleggiano da giorni sulle pagine dei giornali. Noi gli suggeriamo solo di non temporaggiare più perchè attendere i 10 giorni che mancano all’interrogatorio sarebbe troppo”.

Il passo indietro era stato suggerito anche dal capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: “Su questa vicenda finora ha difeso il suo comportamento, se dovessero emergere altre cose vedremo. Io credo che debba riflettere sul modo nel quale la sua difesa possa essere condotta meglio, se con l’incarico di ministro o senza”.
04 maggio 2010/ Repubblica.it

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Inchiesta G8, pm: Anemone pagò la casa a Scajola. Lui: non mi lascio intimidire. L’accusa: assegni dall’architetto Zampolini. Berlusconi al ministro: vai avanti. Finocchiaro: venga in Senato a chiarire fatti”.
ROMA (28 aprile) – «Non mi lascio intimidire». Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola commenta così la notizia relativa a un suo presunto coinvolgimento nell’inchiesta sul G8 della Maddalena. Secondo i pm l’architetto Zampolini avrebbe movimentato grosse somme di denaro per conto di Diego Anemone, il costruttore figura centrale dell’inchiesta. L’accusa è di riciclaggio per gli assegni circolari utilizzati per l’acquisto di case per Scajola (900mila euro per un immobile a Roma, in via Fatugale, al Colosseo), del generale della guardia di finanza Francesco Pittorru (entrambe risalenti al 2004).

«Registro un attacco infondato e senza spiegazione – aggiunge Scajola – per una vicenda nella quale non sono indagato, a danno di chi lavora tutti i giorni per difendere, nel suo ruolo, le ragioni e gli interessi del nostro Paese». Il nuovo filone dell’inchiesta condotta dalla procura di Perugia si basa su centinaia di assegni circolari versati dall’architetto Zampolini e utilizzati per l’acquisto di vari immobili da parte di altri soggetti.

Zampolini secondo l’accusa avrebbe movimentato grosse somme di denaro per conto di Diego Anemone, il costruttore figura centrale dell’inchiesta. L’accusa è di riciclaggio per gli assegni circolari utilizzati per l’acquisto di case per Claudio Scajola (900mila euro per un immobile a Roma, in via Fatugale, al Colosseo), del generale della guardia di finanza Francesco Pittorru (entrambe risalenti al 2004). La stessa operazione sarebbe a favore del figlio di Balducci, Lorenzo. Coinvolto invece l’ex commissario per i mondiali di nuoto a Roma Claudio Rinaldi sul caso del Salaria Sport Village. Per i tre i pm hanno chiesto l’arresto, ma il gip Massimo Ricciarelli si è opposto dichiarandosi incompetente. La parola passa al tribunale del Riesame.

Secondo l’accusa Zampolini avrebbe versato 900mila euro in contanti presso la Deutsche Bank agenzia 582 a Roma ottenendo 80 assegni circolari «all’ordine di Barbara e Beatrice Papa per l’acquisto, nell’interesse di Scajola» dell’immobile. Agli atti dell’inchiesta le testimonianze dei proprietari delle abitazioni che hanno sostenuto di avere ricevuto gli assegni circolari come parziale saldo della vendita.

A Zampolini, Rinaldi e Gazzani i magistrati del capoluogo umbro contestano in particolare l’associazione per delinquere finalizzata a commettere un numero indeterminato di episodi di corruzione, abuso di ufficio e riciclaggio. Lo stesso reato addebitato a Diego Anemone, Angelo Balducci, Fabio De Santis e Mauro della Giovampaola, tutti già in carcere.

Gazzani e Zampolini sarebbero i riciclatori del denaro provento dei delitti contro la pubblica amministrazione e intermediari per la dazione delle somme oggetto della corruzione. A loro avviso le condotte constate a Rinaldi, già soggetto attuatore e poi commissario per i mondiali di nuoto a Roma sono mutuabili a quelle delle quali deve rispondere Balducci, suo predecessore e come lui – secondo l’accusa – corrotto da Anemone.

I presunti comportamenti illeciti contestati allo stesso Rinaldi, a Gazzani e a Zampolini rientrano «in quel rapporto di strumentalità» finalizzato a mantenere il programma del presunto sodalizio criminoso al centro dell’inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi. Tra gli episodi al centro del nuovo provvedimento della procura perugina le presunte irregolarità compiute nel rilascio dei permessi per l’ampliamento del Salaria sport village dal quale sarebbe derivato per la stessa società un risparmio di circa 9 milioni di euro.

Nel ricorso al tribunale del riesame i pm si soffermano sulla posizione dell’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, il cui coinvolgimento nell’indagine ha portato a Perugia la competenza sul fascicolo. Secondo la ricostruzione accusatoria il reato di corruzione di Anemone nei suoi confronti non può rappresentare lo scopo costitutivo della presunta associazione ma è uno dei reati posti in essere. A loro avviso il reato di corruzione è connesso con quello associativo in quanto Toro è concorrente esterno a esso.

Per il gip Massimo Ricciarelli le ipotesi corruttive al centro della richiesta di misura cautelare «sono connotate da una sfera soggettiva diversa rispetto a quella che caratterizzava i reati oggetto della precedente ordinanza. Non si determina dunque un fascio soggettivo di responsabili, individuabile per il reato cardine e poi a seguire per quelli connessi, ma si delineano significativi scostamenti, tali da rendere inoperante qualsiasi criterio di connessione». I pm contestano però la coerenza logica del provvedimento del gip. La parola ora passa al tribunale del riesame.

Berlusconi a Scajola: vai avanti. Nel pomeriggio Scajola ha incontrato Berlusconi a Palazzo Grazioli. Al termine dell’incontro, durato circa mezz’ora, il ministro ha lasciato la residenza del premier senza rilasciare dichiarazioni. Berlusconi avrebbe invitato Scajola a non preoccuparsi, a stare sereno e ad andare avanti nel suo lavoro.

Finocchiaro: Scajola chiarisca in Senato. La presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro ha scritto al presidente del Senato Schifani per chiedergli di invitare Scajola a chiarire in Senato in merito alle notizie apparse oggi sui quotidiani. «Caro Presidente – ha scritto Anna Finocchiaro – leggiamo sui quotidiani di questa mattina della vicenda che pare interessare il ministro Scajola. Le chiedo, non volendo deliberatamente assumere alcuna iniziativa parlamentare formale, poiché ci troviamo di fronte solo a indiscrezioni giornalistiche, di invitare il Ministro Scajola a venire nell’aula del Senato a chiarire i fatti». Nel pomeriggio sono giunte al ministro le dichiarazioni di solidarietà di esponenti del Pdl, come Bondi, La Russa, Cicchitto, Capezzone e Gasparri, mentre da Di Pietro è arrivata una richiesta di dimissioni.
Ilmessaggero.it

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G8 sardo, indagato Guido Bertolaso arrestato Balducci, responsabile dei lavori. Indagato il procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro.
Il capo della Protezione civile nelle indagini sulla regolarità degli appalti alla Maddalena. Quattro in manette, anche il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici

ROMA – Una tempesta si è abbattuta su Guido Bertolaso. Il capo del Dipartimento della Protezione civile ha rimesso il suo mandato perché coinvolto in una inchiesta della Procura di Firenze sulla regolarità degli appalti per il G8. Berlusconi ha respinto le dimissioni del suo sottosegretario e il governo fa quadrato intorno a lui. I carabinieri hanno perquisito la sua abitazione e i suoi uffici. In manette, con l’accusa di corruzione, quattro persone tra cui Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, l’uomo indicato dalla Protezione Civile per realizzare le opere per il G8 alla Maddalena poi trasferito all’Aquila. Nell’inchiesta anche il procuratore aggiunto della Repubblica di Roma, Achille Toro, già indagato nel 2006 per la fuga di notizie nel caso Unipol-Bnl. Sullo sfondo emerge un quadro che il gip fiorentino descrive come una “corruzione gelatinosa”: soldi, ville, favori sessuali ed escort, automobili di lusso in cambio degli appalti che andavano agli imprenditori amici e disponibili.

Bertolaso ministro? Gianni Letta e Sandro Bondi hanno confermato la stima e la fiducia per Bertolaso che, fra pochi giorni, dovrebbe essere nominato ministro. E’ probabile che questa ipotesi sia messa in discussione dall’opposizione, ma anche da alcuni settori della stessa maggioranza. Il Pd si è già fatto sentire per bocca del segretario Bersani che ha parlato di “fatto grave”.

Gli altri tre arresti. Le altre tre persone finite in carcere sono Fabio De Santis, successore di Balducci come “soggetto attuatore”, Diego Anemone dell’omonimo gruppo, che si è aggiudicato la conversione dell’ex arsenale della Maddalena e che aveva interessi nei lavori per i Mondiali di nuoto. L’altro è Mauro della Giovampaola, ha occupato incarichi di rilievo nella Protezione civile, è braccio destro dell’architetto Elisabetta Fabbri, commissario straordinario per i Nuovi Uffizi, e fa parte della struttura incaricata di realizzare le opere per i 150 anni dell’Unità d’Italia, fra cui l’Auditorium della musica di Firenze. Tutti gli arrestati avevano ricevuto come benefit automobili, partecipazioni azionarie e la ristrutturazione dei rispettivi appartamenti. Tutto è avvenuto nell’ambito di un’indagine dei carabinieri del Ros sugli appalti necessari.

G8 alla Maddalena nel 2008. Nell’inchiesta sono indagate altre 20 persone tra le quali – stando alle prime indiscrezioni – anche un magistrato romano.

Il ruolo di Balducci. Balducci era stato nominato “soggetto attuatore” delle opere per il G8 alla Maddalena con ordinanza della Protezione civile del 2008. Successivamente era stato sostituito nell’da Fabio De Santis. Non è mai stato un dirigente della Protezione civile. In passato aveva avuto incarichi per gli interventi legati ai 150 anni dell’Unità d’Italia e per la ricostruzione del Petruzzelli di Bari. E’ stato, inoltre, provveditore alle opere pubbliche di Lazio e Sardegna. Risulta indagato anche a Roma sia per gli appalti dei Mondiali di nuoto 2009 che per altri grandi eventi compresa la parte romana delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia in programma nel 2011.

La lettera di Balducci a Bertolaso. “Rigoroso rispetto delle normativa” nell’aggiudicazione degli appalti; nessun segreto di Stato sui criteri di selezione; progetti approvati da un comitato di otto professori universitari; nessun legame tra la famiglia Balducci e l’Impresa Anemone Costruzioni, a cui sono state affidate opere per oltre 52 milioni di euro; nessuno ha lavorato in nero nei cantieri della Maddalena. In una lunga lettera a Bertolaso, datata 24 dicembre 2008, Balducci chiariva la sua azione di “soggetto attuatore” degli interventi preparatori del G8, contestando quanto l’Espresso aveva scritto sull’argomento.

L’origine dell’inchiesta. Ad avviare l’inchiesta sono state alcune intercettazioni del Ros nell’ambito dell’inchiesta di Firenze sull’urbanizzazione dell’area di Castello, di proprietà dell’imprenditore Salvatore Ligresti, finita sotto sequestro nel novembre 2008 su richiesta della Procura del capoluogo toscano. In quel caso il costruttore, di origine siciliana, presidente onorario di Fondiaria Sai, è indagato assieme con il suo braccio destro Fausto Rapisarda, con gli ex assessori comunali Graziano Cioni (Sicurezza sociale) e Gianni Biagi (Urbanistica), con due architetti progettisti. Per tutti, l’ipotesi di reato formulata è concorso in corruzione. E’ proprio uno dei due architetti indagati per la vicenda di Castello, il fiorentino Marco Casamonti, l’anello di congiunzione con Balducci. Casamonti, titolare dello studio Archea, uno dei progettisti dell’hotel a cinque stelle che alla Maddalena avrebbe dovuto ospitare i capi di Stato e di governo. E’ stato durante le intercettazioni delle telefonate di Casamonti che è spuntato il nome di Balducci, il quale viene poi intercettato a sua volta. Casamonti questa mattina è stato perquisito: per lui l’accusa è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Si indaga sui grandi eventi. Verte sui progetti per i “grandi eventi” l’inchiesta di Firenze. Secondo i magistrati, avrebbe rivelato una serie di corruzioni per appalti di alcune grandi opere che sarebbero stati assegnati nel quadro di uno scambio di favori tra dirigenti dello Stato e imprenditori. Da indiscrezioni, emerge che l’inchiesta fiorentina si intreccia con quelle romane sugli appalti per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, sui Mondiali di nuoto e sul mancato G8 alla Maddalena.

La Corte dei Conti.
Il dossier sul caso-Maddalena era già finito sulle scrivanie della Procura della Corte dei Conti, anche in seguito all’inchiesta di Repubblica sul flop del G8 fantasma, in seguito trasferito all’Aquila. Al centro degli accertamenti della magistratura contabile c’erano gli sprechi e lo stato di abbandono delle strutture. Lavori che, a otto mesi dalla fine dei lavori, non hanno prodotto neanche un posto di lavoro né rilanciato l’economia dell’isola. La Corte dei Conti stava già indagando sulle spese sostenute: 327 milioni (dati della Protezione civile) utilizzati dal governo attraverso la struttura di missione del G8. Gli interventi hanno riguardato l’ex Arsenale e l’ex ospedale militare. Oggi le strutture versano in condizioni di incuria, degrado e abbandono, tra soffitti crollati, tetti scoperchiati, porte danneggiate, infiltrazioni d’ acqua. Un sopralluogo effettuato la settimana scorsa da Bertolaso alla Maddalena era servito invece a stabilire che – secondo il sottosegretario – tutte le strutture “godevano di ottima salute” e che, tutt’al più sarebbero necessari piccoli lavori di manutenzione.

Chi è Angelo Balducci. Ingegnere civile, sposato, due figli, Balducci, esecutore per le opere del G8 alla Maddalena, ha alle spalle una lunga carriera nei Lavori Pubblici, da quando nel 1976 vinse un concorso al ministero. Ha lavorato per il Commissario delle zone terremotate in Friuli; negli anni ’80 come Ingegnere Capo per per il programma di realizzazione delle Capitanerie di Porto italiane. Diventa successivamente provveditore alle Opere pubbliche del Piemonte e Valle d’Aosta, poi della Lombardia e successivamente del Lazio. Per il ministero degli Esteri è stato incaricato della realizzazione e manutenzione di ambasciate e istituti di cultura all’estero. E’ stato responsabile per le zone terremotate di Umbria e Marche. Ha avuto incarichi legati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia e per la ricostruzione del Petruzzelli di Bari. Dopo l’incarico per l’esecuzione dei lavori alla Maddalena, è stato nominato Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi per i Mondiali di nuoto ‘Roma 2009’.

MARIA ELENA VINCENZI e FRANCA SELVATICI/Repubblica.it
10 febbraio 2010

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Posted by on 07/05/2010. Filed under Mafia italiana. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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