Il Martire della verità Vittorio Arrigoni

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VIDEO – Ucciso Vittorio Arrigoni, giornalista amico del popolo palestinese.

La versione ufficiale dei fatti vuole che Vittorio Arrigoni sia stato rapito ieri a Gaza da un gruppo di estremisti salafiti legati ad Al Quaeda. I rapitori hanno diffuso un video in cui lo mostrano bendato, sanguinante e con i segni chiari di un pestaggio; chiedono al governo di Hamas che entro 30 ore siano rilasciati tutti i loro commilitoni incarcerati. Altrimenti Vittorio sarà ucciso. Ebbene, questa notte, dopo neanche 24 ore – senza attendere la scadenza dell’ultimatum da loro imposto – il suo corpo è stato ritrovato senza vita in un edificio di Gaza City dalle forze di sicurezza di Hamas, mobilitatesi prontamente in seguito alla diffusione del video.

Vittorio Arrigoni era un giornalista e membro dell’International solidarity movement. Era sbarcato a Gaza il 3 agosto 2008 con le navi del Free Gaza Movement, rompendo un assedio che durava dal 1967 via mare. Assieme ad altri attivisti, una quarantina in tutto, aveva deciso di riaprire le attività dell’ISM, cessate nel 2003.

Da allora ha assistito alle stragi peggiori perpetuate dall’esercito israeliano ai danni della popolazione palestinese. Era lì quando partì l’operazione piombo fuso, durante la quale furono uccisi 1366 palestinesi, fra cui 430 bambini, 111 donne, 6 giornalisti, 6 medici, 2 operatori Onu. Vennero distrutti interi ospedali con bombe al fosforo, che hanno in seguito causato la nascita di bambini malformati.

Di questi crimini, egli ha tenuto un diario costante, scrivendo articoli per il manifesto e per il suo blog Guerrilla Radio. Era solito concludere gli articoli con la stessa frase: “restiamo umani“. Forse era un appello a sé stesso, per proteggersi dal mostro che là fuori faceva stragi di vite umane.

A Gaza Vittorio era diventato parte della popolazione, un fratello per i palestinesi, che lo piangono assieme agli altri volontari della Freedom Flotilla – lo testimoniano i moltissimi video presenti su Youtube. Questo stretto rapporto lo aveva reso inviso all’esercito israeliano che lo aveva più volte segnalato come pericoloso.

Ecco dunque che in molti sorge il sospetto che si celi ben altro che una frangia di estremisti islamici dietro il rapimento. Un articolo che sta facendo il giro dei blog, ripreso fra gli altri dall’agenzia stampaInfoPal.it, riporta che secondo fonti interne al governo di Hamas, dietro il rapimento si celerebbe proprio lo stato d’Israele.

L’obiettivo sarebbe quello di scoraggiare gli attivisti internazionali in partenza per Gaza il mese prossimo a bordo della Freedom Flotilla 2. Si spiegherebbe così perché ad essere assassinato sia statio un italiano e non un palestinese. Inoltre, sempre il governo di Hamas metterebbe in forte dubbio l’esistenza stessa di una cellula di Al-Quaeda a Gaza.

A.D/Il Cambiamento

15 Aprile 2011

 

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Posted by on 16/04/2011. Filed under Mafia Mondiale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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