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POCA STORIA DELL' ALBANIA
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Antarësuar: 28 Janar 2009, 13:10
POCA STORIA DELL' ALBANIA, Posted 10 Shkurt 2009, 12:52
POCO HISTORIA DELLA ALBANIA

Il territorio albanese è stato abitato fin dall'antichità, come dimostrano i ritrovamenti archeologici e gli studi antropologici su campioni di resti umani del medio-tardo paleolitico, risalenti a un periodo compreso tra 100.000 e 10.000 anni fa, rinvenuti presso la località di Xare e nelle caverne di Santa Marina a Saranda, nel sud del paese.

L'Albania fu abitata, per migliaia di anni da diverse colonie autoctone illire, discendenti dai Pelasgi, il cui territorio confinava con le colonie tracie e dardane a nord e con le colonie macedoni e greche a sud-est.

La nazione albanese discende quindi dagli Illiri.
Intorno al VI secolo a.C. gli stessi Illiri, grazie ad un rapido sviluppo economico agricolo e produttivo determinato dalla metallurgia (per uso civile e militare) del bronzo e del ferro, svilupparono una forte identità comune, rafforzando il predominio sul territorio con il commercio (e in molti casi con atti di pirateria). Fondarono importanti città sulla costa mediterranea, tra cui le attuali Durazzo (in albanese: Durrës), Valona (Vlorë), Scutari (Shkodër), Butrinto ed Alessio (Lezhë o Lezha).

L'invasione dell'esercito romano nel II secolo a.C., nonostante abbia comportato pesanti conseguenze dal punto di vista militare, fu comunque affrontata con politiche di integrazione e di assimilazione, anche grazie alla forte identità originaria etnica e culturale degli Illiri.
L'Albania fece in seguito parte della Provincia Romana dell'Illiria "Illiricum", all'epoca di Giulio Cesare. È a Durrachium (odierna Durazzo) infatti che Cesare combatté contro Pompeo.

Al crollo dell'Impero Romano, sul finire del IV secolo, l'Illiria si ritrovò sotto il dominio dell'Impero Bizantino e subì, in rapida successione, le invasioni di popolazioni barbare come i Goti e gli Avari; intorno al V secolo fu la volta degli Slavi (infatti "jugoslavi" viene dall'albanese e significa slavi del sud) Macedoni, che occuparono la parte settentrionale del territorio illirico.

Nel 1478 il territorio del Principato dell'Albania divenne parte dell'Impero Ottomano.

Le Province Illiriche furono uno dei governatorati dell'Impero napoleonico, costituito in seguito al trattato di Vienna (14 ottobre 1809). Comprendeva gli antichi domini veneziani della Dalmazia e dell'Istria, Ragusa, e le province austriache dell'Alta Carinzia, Carniola, Istria, Friuli e Croazia meridionale. Occupate dagli Austriaci nel 1813, le Province Illiriche furono assegnate agli Asburgo dal congresso di Vienna.

Al termine della Prima Guerra Balcanica, il 28 novembre 1912, alcuni esponenti politici del paese - tra cui Ismail Qemali - dichiararono l'indipendenza dell'Albania dall'Impero Ottomano mentre il paese versava nel disordine civile e politico. Diversi governi si succedettero nel tentativo di sviluppare uno stato laico, indipendente e democratico. Tali tentativi furono appoggiati dalle élite intellettuali, da parte della piccola e media borghesia nazionalista urbana, da parte della nobiltà e dei rappresentanti dei ceti elevati delle famiglie albanesi nazionaliste e dalla comunità legata alla diaspora albanese in Europa e negli Stati Uniti d'America, con il supporto e l'intervento della Società delle Nazioni negli anni '20.

Il processo di riforma democratica e laica fu interrotto dal colpo di stato politico-militare guidato da Ahmet Zogu, che trasformò la nazione in un regno, autonominatosi re col nome di Zog I.

Nel periodo 1924-1943 si svilupparono intensi rapporti bilaterali economici tra Italia e Albania (per approfondire la ricerca dei quali è possibile consultare l'archivio della Banca d'Italia e della Banca Nazionale Albanese).

Il regime monarchico fu ribaltato nel 1939, quando l'Albania venne occupata dall'esercito italiano.

Nel 1943, subito dopo la firma dell'armistizio con gli Alleati da parte del Governo italiano, l'Albania venne invasa dall'esercito nazista. Si formò così un movimento dei gruppi nazionalisti e di resistenza partigiana (formato principalmente dal partito nazional-comunista guidato da Enver Hoxha), che riuscì a prendere il controllo del paese fino alla vittoria popolare di liberazione nazionale antifascista, nel 1944. I nazionalisti e i patrioti antifascisti albanesi si organizzarono nella L.A.N.Ç. - Lufta Antifashiste Nazional Çlirimtare.

Dal 1944 al 1990 l'Albania fu uno stato nazional-comunista estremamente isolazionista, che dedicò poche energie alla cooperazione politica anche con gli altri stati comunisti del Patto di Varsavia dominato dall'Unione Sovietica.

Enver Hoxha morì nel 1985. Cinque anni dopo, in seguito alla la caduta del Muro di Berlino, si ebbe un movimento di rivolta, guidato dagli studenti e dai professori universitari di Tirana, da intellettuali moderati e da tecnici delle fabbriche, che portò alla rinascita della democrazia e al ripristino del multi-partitismo. Il paese soffriva però di molti problemi legati al limitatissimo sviluppo socio-economico. La prima riforma legislativa riguardò l'economia di transizione; in particolare il diritto alla proprietà privata venne sostituito alla gestione statale dei beni. Successivamente venne intrapresa la lunga strada verso l'adeguamento ai programmi europei del Patto di Stabilità e Crescita secondo il protocollo del Trattato di Maastricht.

Il 12 giugno 2006 il Governo e il rappresentanti Parlamentari della Repubblica d'Albania hanno siglato nella sede del Parlamento Europeo a Lussemburgo l' Accordo di Stabilizzazione e Associazione (ASA) con l'Unione Europea, primo passo per l'adesione del Paese all'Unione stessa.
''Skllavëria jonë vjen nga fakti se i nënshtrohemi Sundimit të Gënjeshtrës, se nuk ia çjerrim Maskën e nuk protestojmë kundër saj çdo ditë”:Martiri Polak, Frati Jerzy Popiełuszko. Në shqipë prej polonishtes Bep Martin Pjetri
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