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Italia vecchia e malata
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Antarësuar: 27 Janar 2009, 01:10
Italia vecchia e malata, Posted 21 Nëntor 2009, 08:49
Italiani vecchi e malati.
Uno su 5 ha più di 65 anni e il 38% ha una patologia cronica. La popolazione cresce grazie agli immigrati

Imazh

La popolazione cresce grazie agli immigrati, Boom di utenti della rete

MILANO - L'Italia è un Paese sempre più vecchio, che conta un esercito di malati cronici. Nelle famiglie regna l'insoddisfazione per la propria condizione economica (il 41,3% ritiene «scarse» le proprie risorse economiche, percentuale che cresce al Sud). Sale, e questa è una buona notizia, la porzione di popolazione scolarizzata e aumenta la quota di chi legge almeno un libro. La popolazione in generale aumenta, ma solo grazie all’apporto degli immigrati, che neutralizzano l’effetto negativo del saldo naturale. È questa la fotografia del nostro Paese contenuta nella nuova edizione dell'Annuario Statistico dell'Istat.

IL PC, INTERNET E LA LETTURA - Quanto a usi, consumi e costumi, va detto in primis che computer e internet la fanno da padrone. L'Istat sottolinea che in particolare l'uso del pc è cresciuto in modo rilevante dal 2007 ad oggi, mentre per la Rete l'incremento è stato costante. E se diminuisce ma persiste ancora il divario territoriale e quello di genere, con gli uomini che ancora «navigano» più delle donne, spunta il primato delle bambine, quelle tra i 6 e i 10 anni, sui loro coetanei maschi. Meno diffusa tra gli italiani è l'abitudine alla lettura di giornali e libri: nel 2009 legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 56,2% delle persone di 6 anni e più mentre il 45,1% dedica parte del proprio tempo libero alla lettura di libri. Tuttavia, rispetto all'anno precedente crescono i lettori, dal 44% al 45,1%, soprattutto quelli «forti»: la percentuale di chi ha letto 12 libri e più passa dal 13,2% al 15,2%. I giovani tra gli 11 e i 14 anni rappresentano la quota più alta di lettori: sono infatti il 64,7% quelli che dichiarano di leggere libri nel tempo libero.

POPOLAZIONE ED ETÀ - A fine 2008 i residenti in Italia sono 60.045.068, circa 426mila in più rispetto al 2007, a fronte di un saldo attivo del movimento migratorio di 434.245 unità. Un italiano su cinque ha più di 65 anni.
Istat, l'incremento di residenti dovuto al saldo attivo del movimento migratorio. Nella foto la titolare curda di una paninoteca a Pontedera (Ansa)
Istat, l'incremento di residenti dovuto al saldo attivo del movimento migratorio. Nella foto la titolare curda di una paninoteca a Pontedera (Ansa)
I «grandi vecchi» (dagli ottanta anni in su) rappresentano il 5,6% della popolazione italiana. A fine 2008 l'indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) registra un ulteriore incremento, raggiungendo un valore pari al 143,1%. Nella graduatoria internazionale (dati 2007), la Germania, con un indice pari a 146,4, è il paese maggiormente investito dal fenomeno dell'invecchiamento, seguita dall'Italia. Bulgaria e Grecia sono gli altri paesi dell'Unione europea in cui la popolazione ha una struttura per età particolarmente anziana.

RESIDENTI - I residenti a fine 2008 sono 60.045.068, circa 426.000 in più rispetto all'anno precedente. Questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+434.245 unità) che neutralizza l'effetto negativo del saldo naturale (-8.467 unità).

FECONDITÀ - Prosegue il trend crescente osservato dopo il 1995, anno in cui, con 1,19 figli per donna, la fecondità ha toccato il punto minimo. E la fecondità delle donne, si legge nell'Annuario, si attesta nel 2008 a 1,41 figli per donna (da 1,37 nel 2007). All'interno dell'Unione Europea a 27 Paesi (dati 2007), l'Italia si colloca nella parte bassa della graduatoria, affiancata da Germania e Malta, comunque sopra Polonia (1,31), Romania (1,30) e Siovacchia (1,25).

SEMPRE PIÙ MALATI CRONICI - Secondo un dato relativo al 2009 poi, il 38,8% dei residenti in Italia dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, ma tale percentuale sale all'86,9% per gli ultrasettantacinquenni. Le malattie croniche più diffuse sono: artrosi-artrite (17,8%), ipertensione (15,8%), malattie allergiche (10,2%), osteoporosi (7,3%), bronchite cronica e asma bronchiale (6,2%), diabete (4,8%).

MATRIMONI - I matrimoni segnano nel 2008 una battuta d'arresto dopo la ripresa osservata l'anno precedente, passando da 250.360 a 249.242. Il tasso di nuzialità è invece stabile al 4,2 per mille. Pur in calo da diversi anni in termini relativi (dal 75,3% del 2000 al 62,8%), il matrimonio religioso resta la scelta più diffusa per le coppie che decidono di fare il «grande passo». È soprattutto nelle regioni meridionali a prevalere un modello di tipo tradizionale, la percentuale dei matrimoni celebrati con rito religioso è del 77,3% contro il 51,1% del Nord e il 56,2% del Centro.
Imazh

WEB E COMPUTER - Un capitolo a parte l'Istat lo dedica a web e computer: nel 2009, notano i ricercatori, in Italia dichiara di usare il pc il 47,5% della popolazione e il 44,4% usa internet. Un incremento niente male rispetto al 2008 quando usava il pc il 44,9% della popolazione e internet il 40,2%. E aumenta anche, fa notare l'Istat, il numero di persone che usa internet tutti i giorni. L'uso del pc coinvolge soprattutto i giovani e raggiunge il livello massimo tra i 15 ed i 19 anni (86,0%). Dai 20 anni in su comincia a diminuire fino a raggiungere i valori più bassi tra gli anziani (9,9% per la fascia d'età 65-74 anni e il 2,4% tra i 75 anni e più) e un trend analogo vale per l'uso di internet.

Rimangono, in linea con gli anni precedenti, le differenze di genere sia nell'uso del pc sia per internet. In particolare, usa il computer il 52,8% degli uomini contro il 42,5% delle donne, mentre usa Internet il 49,8% degli uomini contro il 39,4% delle donne. Va detto però che le differenze di genere sono «contenute o inesistenti» fino a 34 anni e si accentuano a partire dai 35. Fra i 6 ed i 10 anni è diverso: usano il pc il 58,8% delle bimbe contro il 55,2% dei maschi e internet il 32,1% delle bimbe contro il 29,1% dei maschi. E se i maschietti sembrano vincere sulla frequenza, con un 8,5% che usa il pc tutti i giorni contro il 7,6% delle femminucce, queste prevalgono sull'uso quotidiano di internet (3,8% delle bambine contro il 2,9% dei maschi).
Corriere della Sera
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Antarësuar: 27 Janar 2009, 01:10
Re: Italia vecchia e malata, Posted 22 Nëntor 2009, 19:17
ROMA - Un'Italia più vecchia, più malata e impaurita dalla crisi economica. Un'Italia dove aumenta il numero degli immigrati e dove solo uno su dieci riesce a laurearsi. Un'Italia costretta a tirare la cinghia ma che non rinuncia al pc o al cellulare. E ancora: un'Italia che si sposa di meno ma che fa più figli.

E' questa la fotografia scattata al Belpaese dall'Istat, l'istituto di statistica, e illustrata nell'Annuario 2008. Confermati molti trend, come l'invecchiamento della popolazione o l'aumento degli stranieri, ma anche segnali nuovi, come il sorpasso delle ragazze sui maschi nell'utilizzo delle nuove tecnologie. Ecco in pillole come è cambiato il Paese nell'ultimo anno.

- RESIDENTI, OLTRE QUOTA 60 MILIONI. Alla fine del 2008 i residenti in Italia sono 60.045.068, circa 426.000 in più rispetto all'anno precedente. Questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+434.245 unità) che neutralizza l'effetto negativo del saldo naturale (-8.467 unità).

- ITALIANI SEMPRE PIU' VECCHI. Un italiano su cinque è ultrasessantacinquenne. I 'grandi vecchi' (dagli 80 anni in su) rappresentano il 5,6% della popolazione italiana.

- QUASI UN FIGLIO E MEZZO A DONNA. Il tasso di fecondità delle donne nel 2008 è passato a 1,41 figli da 1,37 del 2007.

- MENO FIORI D'ARANCIO E PIU' SEPARAZIONI. Nel 2008 i matrimoni segnano una battuta d'arresto dopo la ripresa osservata l'anno precedente, passando da 250.360 a 249.242. Le separazioni e i divorzi segnano un aumento dell'1,2% e del 2,3%. L'addio è consensuale l'86,3% delle volte. I minori coinvolti sono 66.406 nelle separazioni e 25.495 nei divorzi e l'affidamento congiunto dei figli ad entrambi gli ex coniugi è percentualmente quasi raddoppiato.

- STRANIERI AL 6,5% POPOLAZIONE. Continua il trend di crescita della presenza di stranieri in Italia. A fine 2008 gli stranieri residenti erano 3.891.295, 458.644 in più rispetto all'anno precedente. In totale rappresentano il 6,5% della popolazione totale.

- UN ITALIANO SU DUE INSODDISFATTO SITUAZIONE ECONOMICA. Chi soffre di più sembrano i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori ma soprattutto i giovani con contratti di collaborazione a tempo determinato.

- SPESA MEDIA FAMIGLIE SALE SOLO DI 5 EURO NEL 2008. In Italia la famiglia tipo l'anno scorso ha sborsato per consumi in media 2.485 euro al mese, e il 19% della somma (475 euro) è andato a finire nel carrello, per l'acquisto di prodotti alimentari. Rispetto al 2007 è cambiato poco: sul totale della spesa l'aumento è stato di soli 5 euro. Un rialzo minimo, che in termini reali (tenendo conto dell'inflazione) ha fatto segnare una riduzione.

- PIU' FILE AGLI SPORTELLI. E' aumentata la quota di utenti che dichiarano tempi d'attesa superiori ai 20 minuti per tutti i servizi di sportello. Gli incrementi più significativi si verificano per le operazioni svolte presso gli uffici postali.

- NELLE CASE PIU' PC CHE LAVASTOVIGLIE. Prosegue il processo di diffusione di alcuni beni durevoli, dal cellulare (presente nell'87,3% delle famiglie), al personal computer (48,7%), alla lavastoviglie (42,5%), ai condizionatori d'aria (30,6%).

- 1 SU 3 HA IL DIPLOMA, SOLO 10% CON LAUREA. Cresce l'istruzione degli italiani, anche se resta una bella fetta di over65 con la sola licenza elementare. La quota di persone con diploma di scuola superiore è attualmente del 32,6% mentre i laureati sono il 10,7%.

- 23,4 MLN OCCUPATI 2008, CRESCE QUOTA IMMIGRATI. Su 23.405.000 occupati complessivi (+0,8% sul 2007) la quota degli stranieri è passata al 7,5% dal 6,5% del 2007 con un aumento di 249.000 unità.

- SEMPRE PIU' MALATI CRONICI. Il 38,8% dei residenti in Italia dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, ma tale percentuale sale all'86,9% per gli ultrasettantacinquenni. Le malattie croniche più diffuse sono: artrosi-artrite (17,8%) e l'ipertensione (15,8%). Quasi al 5% i diabetici.

- ITALIANI NON RINUNCIANO A PRANZARE A CASA. L'abitudine a consumare il pranzo entro le mura domestiche è ancora solida nel nostro Paese: il 73,1% della popolazione pranza a casa e per il 67,9% il pranzo è il pasto principale.

- 23% SONO GLI AMANTI DELLA SIGARETTA. A fumare sono soprattutto gli uomini (29,5%) rispetto alle donne (17%). Il tabagismo è più diffuso fra i giovani.

- SEMPRE PIU' INTERNET, BIMBE SUPERANO MASCHI. Gli italiani usano sempre di più il computer e internet. Se diminuisce ma persiste ancora il divario territoriale e quello di genere, con gli uomini che ancora 'navigano' più delle donne, spunta il primato delle bambine, quelle tra i 6 e i 10 anni, sui loro coetanei maschietti.
Manuela Tulli
http://www.ansa.it
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