L’8xmille in qual’è tasca va finire e come viene gestito?

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Vaticano Real Estate: a Report l’impero immobiliare della Chiesa.

“Deductio ex pecunia”: la puntata del programma della Gabanelli su Propaganda Fide e sul patrimonio del Vaticano. Dall’8 per mille speso solo in minima parte per carità agli alberghi delle suore di clausura che non pagano l’Ici.

Lo Stato della Città del Vaticano è una monarchia assoluta guidata dal Papa. E stasera Milena Gabanelli ha concentrato l’attenzione del suo Report su come si finanzia il bilancio del Papa. per vedere quanto entra e come si spende.

I CONTI IN TASCA AL PRETE – La puntata comincia con Vito Riggio che confessa candidamente di non essere stato raccomandato da Angelo Balducci, ma direttamente dal Cardinal Sodano, per avere un appartamento di Propaganda Fide, per il quale oggi paga un affitto di tremila euro. Lo stato del Vaticano ha tre bilanci: quello della Santa Sede, quello dello Stato Vaticano, quello dell’obolo di San Pietro, cioè le offerte che giungono al Papa da tutto il mondo. Sono venti anni che è stato introdotto «l’otto per mille» e l’ incasso passa dai 210 milioni di euro del 1990 al miliardo e nove milioni del 2009. Ma la Chiesa incassa dallo stato italiano anche nel comparto sanità e scuole private, esenzione dell’ici, finanziamenti diretti sotto le più diverse voci. Lo IOR non è mai stata considerata una banca offshore eppure non rispetta le leggi internazionali antiriciclaggio. Lo statuto dice che deve amministrare opere di religione e carità. Ma non disdegna gli investimenti esteri in azioni e titoli, soprattutto negli Stati Uniti. E due mesi fa ha impegnato 100 milioni di euro nel bond emesso dalla Cassa di Risparmio di Genova.

L’OTTO PER MILLE – Il meccanismo proiettivo, spiega Alberto Melloni, permette ai pochi che decidono di devolvere l’otto per mille alla Chiesa, di far devolvere anche quanto di quelli che non hanno operato una scelta a favore della Chiesa. Il 60% degli italiani non compie alcuna scelta, ma questa parte di otto per mille viene poi redistribuita tra i soggetti che ne han fatto richiesta. La Cei si porta a casa il 90% del totale. Ma come si usa l’8 per mille? 20% per la carità, 35% sostentamento del clero, 45% per esigenze di culto dicono gli uomini di Chiesa. Nove milioni di euro ha speso in pubblicità, cinque milioni ha stanziato per il terremoto dell’Abruzzo e due per quello di Haiti. Per le “iniziative di rilievo nazionale“, sono stati spesi 80 milioni. Si fa poi notare che lo Stato non fa propaganda per farsi assegnare l’8 per mille. La Chiesa, ricorda ancora Report, usufruisce di esenzione dell’Ici anche su immobili usati come albergo. Perché? Con una sentenza della corte di cassazione, l’esenzione valeva se sono di natura non commerciale, ma poi una legge del 2005 ha rivoltato la decisione. Con le norme attuali l’esenzione si può attuare se le attività sono “non esclusivamente commerciali”, come deciso dal governo Prodi con una norma dell’allora ministro Bersani. Basta  far celebrare una messa ogni tanto in quei luoghi, e il problema è risolto: via anche l’Ici.

REGALIE E ALTRO – Si racconta poi della Casa dello Studente abruzzese, gestita dalla curia e costruita dalla Regione Lombardia su un suo territorio, i cui criteri di assegnazione dei posti vengono oggi decisi con discriminanti cattoliche (se ne parlò qui). Il 30% delle aree destinato ad opere di socializzazione nel progetto C.A.S.E. verrà utilizzato tutto dalla Curia: 35 milioni di euro usati per realizzare oratori su aree pubbliche, provenienti dallo Stato. Poi, si parla di Angelo Balducci, Gianni Letta e Guido Bertolaso. Si parte dal Giubileo del 2000, costato 2 miliardi di euro: il tunnel sotto Castel Sant’Angelo che avrebbe dovuto portare auto al parcheggio di Propaganda Fide, che può tenere mille automobili e pulmann. Per edificare il parcheggio si distrugge una villa romana, ma è poco frequentato. Nel 2001 il Cardinal Sepe nomina Balducci responsabile dei beni immobiliari di Propaganda Fide, e Balducci porta Anemone in Vaticano presentandolo anche a Monsignor Camaldo. Ecco che arriva l’acquisto da parte di Pietro Lunardi di una palazzina di Propaganda Fide per 3 milioni di euro; Lunardi ad Anemone ha pagato 325mila euro di lavori, nonostante sia stimato a 8 milioni. Dice Attilio Nicora, amministratore della Santa Sede, che anche gli apostoli sbagliarono l’uomo che doveva gestire i soldi di Gesù, scegliendo Giuda Iscariota.

IL CASO NICOLETTI – Nella puntata si intervista anche Enrico Nicoletti, presunto cassiere della Banda della Magliana: “Frequentavo Andreotti, l’ho visto diverse volte perché mi sentivo un democristiano“, dice Nicoletti mentre il figlio lo invita a non parlarne. Poi Nicoletti parla di un prestito di due miliardi di lire ricevuti in prestito da un uomo dello Ior, e della sua conoscenza con Giovanni Paolo II. Papa Wojtyla diede la prima comunione all’ultima figlia di Nicoletti, mentre Nicoletti racconta dei suoi rapporti imprenditoriali con Don Verzé, il prete manager della sanità italiana, che ha edificato il San Raffaele romano poi passato agli Angelucci. Ugo Poletti firma il nullaosta per seppellire De’ Pedis a Sant’Apollinare, ma aiuta anche Nicoletti ad acquistare un immobile dal Vaticano. Maria Gerini racconta della permuta tra i terreni dell’Appia Antica e quelli in Toscana tra il padre (la figlia aveva la procura per il padre ammalato, ma due preti riescono a estorcere la firma).

LO I.O.R. – Si parla poi del libro di Gianluigi NuzzI su Vaticano spa e dello Ior, “non è una banca offshore”, dice Donato Masciandaro, visto che non è mai stata inserita nelle liste. Come Macao, del resto, che però di fatto lo è. Lo Ior ha 100 dipendenti e 5 miliardi di euro di patrimonio; i conti correnti sono riservati a un ristretto numero di privati, oltre che ai dipendenti: Alberto Melloni della Fondazione Giovanni XXIII ricorda dello Ior, mentre si parla della filiale di via della Conciliazione e dei sospetti della procura di Roma. Nessuno si è mai accorto del riciclaggio?, chiede Report. “Nel 2006 si scoprì l’esistenza di un conto calderone dove arrivavano bonifici senza nome, e un fido aperto di 10 milioni di euro. Nonostante le norme nulla era trasparente, e gli accrediti negoziati presso lo Ior venivano registrati su un tabulato non registrato, che un dipendente della Banca di Roma veniva a ritirare“, risponde un dirigente della banca. Si parla poi dei contatti di Marco Simeon, vicino a Geronzi, con le notizie sulla gestione del conto, finite in un nulla di fatto. Quando Banca di Roma diventa Unicredit, nulla cambia, nonostante le leggi sul riciclaggio del 2007 ormai apertamente violate. Anche altre quattro banche avevano conti simili, fino alla circolare di Banca d’Italia che impone di trattare lo I.O.R. come banca estera. Ma lo I.O.R. farà sapere chi è a movimentare i conti di volta in volta solo su richiesta di Unicredit, secondo quanto dichiarato dalla banca di Alessandro Profumo.

IMMUNI DAL SOSPETTO – Infine, ci sono i racconti degli anni ‘70-’80, quelli della Rizzoli, del Banco Ambrosiano, di Sindona e Marcinkus. Umberto Ambrosoli, figlio dell’”eroe borghese“, analizza l’opera del padre Giorgio come commissario liquidatore, ucciso da un killer di mafia su ordine di Sindona, poi morto in carcere per il famoso caffé al cianuro. Poi c’è Carlo Calvi, figlio del banchiere dell’Ambrosiano Roberto, e si racconta dei rapporti di quest’ultimo con Vito Ciancimino, sindaco mafioso di Palermo che aveva due conti allo I.O.R. e incontrò Calvi per la movimentazione di denari mafiosi. Lo I.O.R. non ammetterà mai alcuna responsabilità nel fallimento dell’Ambrosiano, ma pagherà 240 miliardi di dollari di risarcimento. Angelo Rizzoli parla di Piero Ottone e di come venne confermato per le grandi tirature del Corriere nonostante le richieste di Fanfani, che poi minacciò di “far sparire” la Rizzoli visto che non aveva ottemperato all’ordine. Nel finale, la Gabanelli chiede di abolire il titolo di Gentiluomo di Sua Santità, quello di cui si fregiava anche Balducci: “Per evitare equivoci“. Ci associamo.
Alessandro D’Amato (Gregorj)/Giornalettismo.com

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Posted by on 31/05/2010. Filed under Italiano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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